La storia del Germano Siamese

La minuscola comunità del Piccolo popolo viveva tranquilla e appartata, finché un giorno dal potente Regno vicino giunse una terribile notizia: il Gran Maresciallo della Guardia Reale voleva usare le linde casette del Piccolo popolo per depositarvi gli stivaloni delle sue truppe, quarantamila mefitiche calzature impregnate del fango e del sudore di infinite marce.

All’Assise di villaggio c’era confusione e paura: in che modo il Piccolo popolo avrebbe potuto mai fermare il potente vicino? La Piccola Reggitrice tentennava, nel timore di gettare la sua gente in uno scontro impari (o forse, come sussurrava qualche maligno, nel ricordo del biondo Succo d’Oblìo che scorreva abbondante nelle feste offerte dal Gran Maresciallo, suo benevolo amico).

Tuttavia, il disgusto per l’afrore delle abominevoli uòse infondeva in molti il coraggio della disperazione, e il Piccolo popolo sembrava sul punto di unirsi per affrontare compatto la terribile sfida. All’improvviso, nel silenzio sgomento degli astanti, si levò la voce stridula del Germano Siamese, fratello di un antico Reggitore dei tempi che furono.

Puntando l’ossuto indice, il Germano prese a lanciare terribili accuse: rinfacciò a questo la sgarbata abitudine di trascinarsi con le pianelle infangate sulla moquette dei vicini, a quello di rompere la quiete notturna con un molesto ciabattar di zoccoli. Additò al pubblico ludibrio quanti non cambiavano le gambiere da ben più di una luna, stigmatizzò le bisunte babbucce delle comari… Infine, cupo e solenne, proclamò che il Piccolo popolo si sarebbe salvato solo approvando l’assoluta proibizione di indossare calzature di qualsiasi tipo e natura all’interno dei confini del villaggio, per chiunque e a ogni ora del giorno e della notte.

Le grida rancorose del Germano Siamese turbarono gli animi, insinuarono il dubbio, lo slancio combattivo si perse in mille piccoli bisticci: e fu allora che per il Piccolo popolo cominciarono i guai…

Le cronache non tramandano come finì la storia, anche se ci auguriamo che il Piccolo popolo sia riuscito a superare indenne una prova così ardua e, soprattutto, abbia capito che non è sufficiente essere Germano, ancorché Siamese, per diventare un Capo.

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